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Evralin - 1

Evralin fissava i flutti contorti dell’Oceano, in silenzio.
Ripensava alla sua terra, a suo fratello.
Un rumore di passi, Hurnveld gli si era avvicinato.
Si sosteneva le fasce; gli squarci lasciategli dal drago erano ancora visibili e i bendaggi erano cambiati con una certa frequenza.
“State meglio?”, chiese Evralin.
Quello annuì, con un sorriso.
“Ho visto pochi guerrieri combattere come voi. Non conoscete neppure la mia lingua e..vi devo la vita”.
Chinò il capo, con aria sofferente.
“Mio padre vi porta guerra, e sangue. Voi ci avete portato speranza”.
Toccò a Evralin contraccambiare con un sorriso.
Hurnveld continuò, serio.
" Mastro nano, se sono destinato a vincere questa guerra…dovrò essere pronto a fermare mio padre. Qualunque cosa questo voglia dire. Sappiate questo se intendete aiutarmi".
Si sentiva solo il fischiare del vento.
“Getterò un’ombra sulla mia famiglia e sulle nostre tradizioni, verserò il sangue dei miei simili, sacrificherò uomini. Non sarò un eroe, ma solo..solo un guerriero”.
Evralin lo fissava, in silenzio.
“Qualunque cosa io possa vincere combattendo, la perderò semplicemente impugnando la spada, mastro nano. E quando canti verranno composti io non potrò esserne l’eroe, perché non sono mai stato libero”.
Guardavano il via vai di soldati, più in basso.
“La nostra è una terra senza salvezza mastro nano, lo vedrete.
Abbiamo perso il coraggio e ci resta l’audacia.
Abbiamo perso la l’onore e ci siamo aggrappati ai riti.
Questa guerra può essere la nostra fine”, disse.
Evralin lo guardò negli occhi, a lungo.
“No Hurnveld, non credo che sarà così. Per secoli il mio ordine è scomparso, e ora splende come una fiamma. Alla vostra gente non manca qualcosa per cui morire, ma qualcosa per cui vivere”.
Mostrò la sua ascia.
“Non verrai giudicato per come combatti principe, ma per il sogno che saprai ispirare. Il tuo popolo non ritroverà la grandezza nei vecchi Re, se prima non la ritroverà in se stesso”.
Fece una pausa, passandosi la mano nella barba.
“Vedete questa vecchia ascia?”, ridacchiava, “un tempo tagliava legna.
Ieri vi ha salvato la vita”.
Hurnveld rimase contraddetto : aveva i modi schietti e a tratti ingenui del ragazzo, e non sapeva cosa rispondere.
Tuttavia, smise di fissare il freddo e confuso oceano.

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castellani_alessandro

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